1. Esiste nella legislazione rumena la nozione di responsabilità genitoriale?
Con il nuovo Codice civile, applicabile a partire dal 2011, è stata introdotta la nozione di responsabilità genitoriale.
2. Qual è la definizione della nozione di responsabilità genitoriale?
La responsabilità genitoriale è l’insieme di diritti e doveri che riguardano sia la persona che le proprietà del bambino.
Presuppone che le decisioni importanti, come la scelta del tipo di istruzione o della formazione professionale, i trattamenti medicali complessi o gli interventi chirurgici, la residenza del bambino o la gestione delle proprietà vengano prese dai genitori insieme.
3. Qual è la regola riguardo la modalità di esercizio della responsabilità genitoriale?
La responsabilità genitoriale appartiene e si esercita, di regola, da entrambi i genitori
4. La responsabilità genitoriale si esercita congiuntamente da parte dei genitori anche dopo il divorzio?
Di regola, la responsabilità genitoriale si esericta congiuntamente da parte dei genitori anche dopo che questi hanno divorziato
5. Nel caso in cui i genitori non sono sposati, è necessario effettuare qualche formalità affinché la responsabilità genitoriale sia esercitata congiuntamente?
No, indiferentemente se i genitori sono o non sono sposati, la responsabilità genitoriale si esercita congiuntamente, quale effetto della legge. Non è necessario che i genitori effettuino delle formalità affinché questa responsabilità genitoriale sia esercitata congiuntamente
6. Esiste la possibilità che la responsabilità genitoriale sia esercitata esclusivamente da uno solo dei genitori?
Il Codice civile e la Legge 272/2004 prevedono la possibilità che la responsabilità genitoriale sia esercitata da parte di un solo genitore
7. Quali sono i motivi per i quali si può disporre che la responsabilità genitoriale sia esercitata da un solo genitore?
Si considerano motivi fondati, affinché la responsabilità genitoriale sia esercitata da un solo genitore, l’alcolismo, la malattia psichica, dipendenza da sostanze stupefacenti, violenza nei confronti del bambino, le condanne per reati di traffico di persone, traffico di droghe, reati di violenza sessuale, reati di violenza, così come qualsiasi altro motivo legato ai rischi per il bambino, che potrebbero derivare dall’esercizio della responsabilità genitoriale da parte dell’altro genitore.
8. I genitori possono decidere che la responsabilità genitoriale venga esercitata solo da uno di loro?
No, perché ai genitori è vietato rinunciare all’esercizio della responsabilità genitoriale. Tuttavia, possono mettersi d’accordo su come esercitare la responsabilità genitoriale.
9. Quali diritti ha il genitore che non esercita più la responsabilità genitoriale?
Questo genitore conserva il diritto di guardare come cresce e viene educato il bambino, così come il diritto di acconsentire alla sua adozione. Inoltre,ha il diritto di rimanere in contatto con il minore.
10. Fino a quando si esercita la responsabilità genitoriale?
La responsabilità genitoriale si esercita fino a quando il minore acquisisce la piena capacità di agire.
1. Cosa significa telelavoro in Romania?
Il telelavoro è una forma di organizzazione del lavoro attraverso il quale il dipendente, in modo regolare e volontario, adempie le attribuzioni specifiche della mansione lavorativa, in un posto diverso dal posto di lavoro organizzato dal datore di lavoro, almeno un giorno al mese, utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
2. Il telelavoro deve essere previsto in modo espresso nel contratto individuale di lavoro?
L’attività di telelavoro deve essere espressamente prevista nel contratto di lavoro individuale appena concluso o da un atto aggiuntivo al contratto di lavoro individuale esistente.
3. Quali clausole specifiche deve contenere il contratto individuale di lavoro del telelavoratore?
Il contratto individuale di lavoro del telelavoratore deve contenere le seguenti clausole specifiche:
a) precisare espressamente che il dipendente lavora in regime di telelavoro;
b) il periodo e/o i giorni in cui il telelavoratore opera al posto di lavoro organizzato dal datore di lavoro;
c) il posto/i dove viene svolta l’attività di telelavoro;
d) il programma durante il quale il datore di lavoro ha il diritto di verificare l’attività del telelavoratore e la modalità concreta di esecuzione del controllo;
e) le modalità per tenere in evidenza le ore di lavoro prestate dal telelavoratore;
f) le responsabilità delle parti in funzione del posto/i dove viene svolta l’attività di telelavoro;
g) l’obbligo del datore di lavoro di assicurare il trasporto dei materiali che il telelavoratore utilizza durante la sua attività lavorativa al e dal posto dove viene svolta l’attività di telelavoro;
h) l’obbligo del datore di lavoro di informare il telelavoratore riguardo le disposizioni delle norme di legge, del contratto collettivo di lavoro applicabile e/o regolato internamente, in materia della protezione dei dati a carattere personale, nonché l’obbligo del telelavoratore di rispettare queste disposizioni;
i) le misure che il datore di lavoro prende affinché il telelavoratore non sia isolato dai restanti lavoratori e che assicurino a quest’ultimo la possibilità di incontrarsi con i colleghi in modo regolare;
j) le condizioni alle quali il datore di lavoro sostiene i costi relativi all’attività di telelavoro.
4. Quali obblighi specifici ha il datore di lavoro nel caso di un telelavoratore?
Il datore di lavoro ha i seguenti obblighi specifici:
a) fornire i mezzi relativi alla tecnologia dell’informazione e comunicazione e/o le attrezzature di lavoro sicure che sono necessarie per l’esecuzione del lavoro, salvo diversamente concordato dalle parti
b) installare, ispezionare e mantenere l’attrezzatura di lavoro necessaria, a meno che le parti non decidano diversamente;
c) assicurare le condizioni affinché il telelavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
5. Quali obblighi specifici ha il telelavoratore?
Il telelavoratore ha i seguenti obblighi specifici:
a) informare il datore di lavoro riguardo alle attrezzature di lavoro utilizzate e alle condizioni presenti nel luogo dove viene svolta l’attività di telelavoro e consentirgli l’accesso, per quanto possibile, al fine di stabilire e attuare misure di sicurezza e salute sul lavoro;
b) non modificare le condizioni di sicurezza e salute sul lavoro dei luoghi in cui svolgono l’attività di telelavoro;
(c) utilizzare solo attrezzature di lavoro che non rappresentano una minaccia per la sua salute e la sua sicurezza
d) svolgere la propria attività nel rispetto delle disposizioni relative agli obblighi dei lavoratori, così come previsto dalla Legge sulla sicurezza e la salute sul lavoro n. 319/2006, con successive modifiche, e in conformità con i termini del contratto individuale di lavoro;
e) rispettare le regole e le restrizioni specifiche stabilite dal datore di lavoro in relazione alle reti Internet utilizzate o all’uso delle attrezzature fornite.
6. Può un lavoratore rifiutare il telelavoro?
Sì, il dipendente può rifiutare l’attività di telelavoro. Il suo rifiuto non può costituire motivo di modifica unilaterale del contratto individuale di lavoro e non può costituire motivo di sanzione disciplinare
7. Come è organizzato il programma di lavoro nel caso di telelavoro?
Il programma di lavoro è stabilito in accordo con il datore di lavoro, in conformità con le disposizioni del contratto di lavoro individuale, del regolamento interno e/o del contratto collettivo di lavoro applicabile.
8. Può il telelavoratore fornire lavoro supplementare?
Il telelavoratore che ha un contratto di lavoro individuale a tempo pieno può fornire lavoro supplementare su richiesta del datore di lavoro e con il consenso del dipendente.
9. I rappresentanti dei dipendenti hanno accesso al luogo in cui il telelavoratore svolge la propria attività per verificare le condizioni di lavoro?
Si
10. Possono essere verificate le condizioni di lavoro da parte dei rappresentanti dei lavoratori e dalle autorità di vigilanza quando il telelavoratore lavora da casa?
Sì, questo è possibile, previo preavviso al telelavoratore e subordinatamente al suo consenso.
In Romania, si può divorziare per mutuo consenso o, in assenza del consenso di entrambi i coniugi, su richiesta di uno dei coniugi.
Per mutuo consenso si può divorziare in Comune, Dipartimento di Stato civila – se i coniugi non hanno figli minori risultati dal matrimonio, al notaio, indipendentemente dal fatto che i coniugi hanno o non hanno figli minori risultati dal matrimonio, a condizione che i coniugi accettino il divorzio e le questioni relative ai minori, nonché al tribunale, nelle stesse condizioni che del notaio.
Se divorziano per mutuo consenso, i coniugi non devono motivare la loro richiesta, e nella decisione non verrà menzionato alcun motivo di divorzio, apparte il consenso dei coniugi.
Se i coniugi non si mettono d’accordo sul divorzio oppure su alcuni questioni relative ai figli, possono divorziare soltanto in tribunale, davanti a un giudice. In questo caso, sarà determinato, ragionevolmente, la colpa del coniuge per il fallimento del matrimonio. La colpa per il fallimento del matrimonio puo essere anche dei entrambi coniugi.
2. Quali motivi di divorzio possono essere invocati?
Il coniuge attore può chiedere, a sostegno della sua domanda di divorzio, che le parti siano separate per almeno due anni, una cattiva salute che rende impossibile la continuazione del matrimonio o qualsiasi altra ragione che possa influire il rapporto tra i coniugi, ad esempio, violenza, alcolismo, relazioni extraconiugali.
3. Quanto dura il divorzio in Romania?
In caso del divorzio presso il comune o al notaio, il termine è fissato in 30 giorni. In caso di divorzio per mutuo consenso, in tribunale, la durata può essere compresa tra 2 e 4 settimane, e se le parti non sono d’accordo, sia per quanto riguarda il divorzio che per quanto riguarda le questioni relative ai figli, un divorzio può durare tra 1 e 3 anni.
4. Quali prove possono essere utilizzate per un divorzio?
Le prove che possono essere utilizzate in caso di divorzio sono i documenti scritti, l’interrogatorio delle parti, l’indagini sociali, l’ascolto di bambini di 10 anni, valutazioni psicologiche, registrazioni audio o video, rapporti elaborati da investigatori privati e testimoni. In Romania, in caso di divorzio pronunciato in assenza del consenso di uno dei coniugi, la testimonianza almeno un testimone è obbligatoria.
5. Quali aspetti della vita familiare sono risolti con il divorzio?
Con il divorzio, vengono risolte le questioni del nome di ciascun coniuge dopo il divorzio, l’esercizio dell’autorità genitoriale sui figli minori risultanti dal matrimonio, l’istituzione del domicilio dei figli minori, l’istituzione del diritto del genitore separato di tenersi in contatto con i figli, la determinazione dell’obbligo al genitore separato di pagare una pensione di mantenimento per i figli. A volte, con il divorzio, il coniuge colpevole può essere tenuto a pagare danni morali o materiali o una rendita vitalizia a favore dell’altro.
6. Devo presentarmi personalmente al divorzio?
In caso di divorzio presso il comune o al notaio, la presenza personale di ciascun coniuge è obbligatoria, sia nel deposito dei documenti sia nel ritiro del certificato di divorzio. I coniugi si devono presentare insieme, non separatamente.
In caso di divorzio in tribunale, le parti possono essere rappresentate da un avvocato munito di procura speciale se i coniugi giustificano la loro assenza: ad esempio, vivono o lavorano all’estero.
7. Quali misure temporanee possono essere prese durante il divorzio per quanto riguarda i figli minori?
Durante il processo di divorzio, possono essere adottate misure temporanee per stabilire il domicilio dei figli minori, per stabilire il diritto del genitore separato di rimanere in contatto con i fogli mnori, oppure per stabilire l’obbligo del genitore separato di pagare una pensione di mantenimento per i figli.
8. Come può un genitore che vive in un altro paese rimanere in contatto con i figli minori?
Il genitore che vive in un altro stato può rimanere in contatto con i figli minori rimasti in Romania tramite visite al loro domicilio in Romania, oppure visite dei figli al domicilio del genitore all’estero, ricevendo fotografie dei figli, oppure utilizzando i piu moderni mezzi di comunicazione: videochiamate, whatsapp, ecc.
9. Il fatto che un genitore risieda in un altro Stato membro dell’UE costituisce un ostacolo alla custodia congiunta?
Il fatto che l’altro genitore viva in un altro Stato membro dell’UE non costituisce un ostacolo alla costituzione di un affidamento congiunto.
10. Come si può riconoscere una sentenza di divorzio pronunciata in un altro Stato membro dell’UE?
Una volta che il decreto di divorzio è diventato definitivo, può essere rilasciato un modulo europeo che può essere utilizzato in qualsiasi Stato membro dell’UE e attesta lo scioglimento del matrimonio in Romania.
IL RICONOSCIMENTO DELLE SENTENZE STRANIERE IN ROMANIA
Riassunto:dal 2007 in Romania sono state introdotte due procedure per quanto riguarda il riconoscimento delle sentenze straniere. Si tratta di una procedura che si applica alle sentenze straniere pronunciate negli Stati membri dell’Unione Europea e una procedura che si applica ai paesi terzi, basata sui principi generali di diritto internazionale privato. Cosi, il diritto comunitario ha stabilito una serie di regole che facilitano l’accesso dei cittadini e dei residenti dell’Unione Europea ad una giustizia unitaria, così come stabilito dalla procedura semplificata prevista dai Regolamenti n. 44/2001 e 805/2004.
Il diritto comunitario ha stabilito una serie di regole che facilitino l’accesso dei cittadini e dei residenti legali dell’Unione Europea in una giusticia unitaria, prendendo vantaggio in questo senso dalla procedura semplificata di cui al Regolamento 44/2001 e 805/2004.
Riconoscimento giuridico delle sentenze arbitrali straniere è un’azione giudiziaria volta a verificare le condizioni di regolarità di tali decisioni.
Una caratteristica fondamentale delle sentenze straniere è l’intangibilità, che significa che hanno come effetti principali di cosa giudicata, applicabilità e il valore probatorio della fede.
Sentenze straniere che possono essere riconosciute ed eseguite in Romania possono appartenere non solo ai giudici, ma anche ad altri organi di giurisdizione, organismi le cui attività devono essere caratterizzata dal rispetto del principio del contraddittorio e del diritto della difesa.
Procedura per il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni negli Stati membri dell’UE è richiesto dalla normativa comunitaria direttamente applicabile negli Stati membri, ossia il Regolamento 44/2001 sulla competenza, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, e Regolamento 805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati.
Sentenze pronunciate in paesi fuori da UE rimangono soggetti alle disposizioni della Legge n. 105/1992 sulla regolamentazione del diritto internazionale privato.
Una decisione straniera diventa esecutiva in genere come una sentenza proprio dello Stato in cui viene fatta valere, con la procedura denominata exequatur, che comporta l’esame della regolarità internazionale delle sentenze straniere al riconoscimento e all’esecuzione delle loro. Convenzione di New York del 1958 afferma che “non è imposto condizioni onerose o tasse più alte per il riconoscimento sostanziale o l’esecuzione dei lodi arbitrali a quelli richiesti per il riconoscimento nazionale e l’esecuzione dei lodi arbitrali.”
Legge nr. 105/1992 stabilisce una distinzione tra il riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere, invece, il riconoscimento automatico e il riconoscimento di una sentenza da una sentenza del tribunale rumeno.
Riconoscendo della sentenza straniera in Romania beneficia di cosa giudicata, come una sentenza tribunale rumeno. A questo proposito, Art. 167 della legge n. 105/1992 prevede che le sentenze straniere possono essere riconosciuti in Romania, per beneficiare della potenza di cosa giudicata. In questo caso viene riconosciuto dal giudice rumeno, ma produce lo stesso effetto e riconoscimento automatico.
Stiamo parlando di un riconoscimento di pieno diritto di una sentenza straniera se si riferisce allo status personale dei cittadini dello Stato in cui sono state pronunciate o, se sono state pronunciate in uno Stato terzo, sono state riconosciute prima nello Stato di nazionalità di ogni parte o, in mancanza di un tale riconoscimento, sono state pronunciate in base alla legge applicabile determinata in conformita con il diritto internazionale privato rumeno, non sono contrarie all’ordine pubblico del diritto internazionale privato romeno, ed è stato rispettato il diritto di difesa.
Gli condizioni del riconoscimento tramite la Sentenza sono:
la Sentenza e definitiva in conformita con le regole dello Stato dove e stata pronunciata;
la Corte che l’ha pronunciata aveva, in conformita con la legislazione nazionale di tale Corte, la competenza di giudicare la causa (sia di diritto internazionale privato, chi di diritto interno);
esiste reciprocità per quanto riguarda gli effetti delle sentenze straniere tra la Romania e il Stato della Corte che ha emesso la sentenza;
se la sentenza è stata pronunciata in contumacia della parte che ha perso la causa, si deve constatare, inoltre, che alla parte è stato consegnato in tempo utile l’atto di citazione per il dibattito sostanziale, e l’atto introduttivo del procedimento ed è stata data la possibilità di difendersi ed esercitare il ricorso contro la decisione. La natura non definitiva della sentenza straniera, derivante dalla mancata citazione della persona che non ha partecipato in un procedimento dinanzi al giudice straniero può essere invocato solo da quella persona.
Il giudice può rifiutare il riconoscimento di una sentenza straniera per i seguenti motivi:
la decisione è il risultato di frodi commesse nella procedura seguita all’estero;
la decisione e contraria all’ordine pubblico di diritto internazionale privato rumeno;
la causa tra le stesse parti è stata risolta da una sentenza, anche non definitiva dai tribunali rumeni o il giudizio è pendente dinanzi al giudice rumeno al momento in cui si e rivolto presso il giudice straniero;
se i tribunali romeni avevano la competenza esclusiva per giudicare la causa (articolo 1096 comma (1) lettera e) del Codice di procedura civile);
Se si vuole ottenere il riconoscimento di una sentenza straniera si deve presentare una domanda al giudice o all’autorità competente, domanda a cui si deve allegare un certificato redatto prima dal giudice o dall’autorità competente che ha emesso la sentenza, atto pubblico o una transazione giudiziaria. Secondo l’articolo 1098 del Codice di procedura civile, la domanda di riconoscimento verra risolta in principale dal tribunale del distretto in cui ha domicilio o, se del caso, la sede, quello che ha rifiutato di riconoscere la sentenza straniera. In caso di impossibilità di determinare il Tribunale secondo le disposizioni precedenti, la competenza appartiene al Tribunale di Bucarest.
La domanda di riconoscimento della sentenza straniera deve essere effettuata secondo i requisiti del Codice di procedura civile e deve essere corredata dai seguenti documenti:
una copia della sentenza straniera
la prova del suo carattere definitivo
una copia della prova della notifica della citazione e l’atto introduttivo del procedimento, comunicata alla parte che è stato assente in tribunale straniero o qualsiasi altro documento ufficiale attestante che la citazione e e l’atto introduttivo del procedimento erano conosciuti per poter agire in tempo utile, dalla parte contro cui la sentenza è stata pronunciata
ogni altro atto che dimostra, che la sentenza straniera soddisfa le altre condizioni previste dall’articolo 1095 del Codice di procedura civile.
Libera circolazione delle sentenze può essere considerato come la “quinta libertà” nell Unione Europea, con la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, ed è essenziale per lo sviluppo del mercato interno delle Comunità Europee.
Bibliografia:
S. Deleanu, Diritto internazionale privato, parte generale, Casa editrice Dacia Europa Nova;
“Enforcements of Foreign Arbitral Awards”, The Romanian Digest, N. 5 del maggio 2005, Vol. X;
Guida di cooperazione giudiziaria internazionale in materia civile e commerciale, il coordinatore: dr. Viviana Onaca.
Il patto di non concorrenza nei contratti individuali di lavoro
Riassunto: Le clausole di non concorrenza sono essenzialmente strumenti giuridici volti alla protezione dei datori di lavoro. Questa protezione viene attivato solo al momento della cessazione del rapporto contrattuale tra loro e gli dipendenti, ma per essere idonea a produrre effetti, le disposizioni del contratto individuale del lavoro relative alla non concorrenza devono soddisfare una serie di condizioni imperativamente richieste dal Codice del Lavoro. La ragione di questi requisiti è di evitare di trasformare la protezione offerta ai datori di lavoro in un abuso.
PRESCRIZIONI REGOLAMENTARI DI ESTINZIONE IN NUOVO CODICE CIVILE
Sommario: Codice civile rumeno, in vigore dal 1 ° ottobre 2011, il sesto libro si dedica di prescrizione, decadenza e limiti di calcolo. Di conseguenza, sia l’ex decreto-legge n. 167/1958 sullo statuto delle limitazioni, così come diversi articoli sullo istituzione del codice civile del 1864, sono stati tutti aboliti. Approfittando di questo nuovo statuto normativo delle limitazioni, in questo articolo abbiamo cercato di affrontare sia le implicazioni di notizie relative all’istituzione, e le incertezze potenziali che potrebbero derivare dall’interpretazione delle nuove leggi civili. Il nostro obiettivo non è quello di ribadire quello che è già stato detto o e ampiamente conosciuto, ma piuttosto quella di un punto e prendere in considerazione alcune delle disposizioni innovative che abbiamo considerato degno di essere discusso.
IL RECUPERO DEI CREDITI NEL NUOVO CODICE DI PROCEDURA CIVILE
Riassunto:Attualmente il nuovo codice di procedura civile contiene disposizioni sia sul procedimento dell’ordinanza di pagamento che sul procedimento per le richeste di valore basso. Il procedimento dell’ordinanza di pagamento è disciplinato dall’art. 1013-1024 del codice di procedura civile e assunse il recupero dei crediti certi, liquidi ed esigibili, ma c’è una novità rispetto al vecchio regolamento, che prima di registrare in tribunale la richiesta per l’emissione dell’ordinanza di pagamento, si deve percorrere una procedura preliminare prevista dall’articolo 1014. Il procedimento per le richeste di valore basso è disciplinato dall’art. 1025-1032 del codice di procedura civile, e rappresenta una novità portata dal nuovo codice di procedura civile. Questa procedura può essere applicata per applicazioni che prevedono recupero crediti con un valore fino a 10.000 lei .
1. In 15.02.2013 e entrato in vigore il nuovo codice di procedura civile. Il condice di procedura civile porta grandi cambiamenti nei procedimenti legali, soprattutto in termini di recupero dei crediti.
Il nuovo codice di procedura civile prevede i seguneti procedimenti di recupero dei crediti: ingiunzione di pagamento, controversie di modesta entità e il diritto commune.
Così si possono vedere i cambi apportate dal nuovo codice di procedura civile, in primo luogo ha abrogato OG 5/2001 e OUG 119/2007 e, dall’altro, ha introdotto una nuova procedura per il recupero dei crediti, la procedura di art. 1025-1032 Codice di procedura civile, le controversie di modesta entità
Nel seguito brevemente presentare le procedure di urgenza.
2. Ingiunzione di pagamento dell’ordinanza è una procedura di recupero dei crediti certi, liquidi ed esigibili, come previsto dall’art. 1013-1024 del nuovo codice di procedura civile.
A differenza della normativa precedente, il nuovo codice di procedura civile ha istituito la procedura preliminare, prima di presentare la richiesta di emettere l’ordinanza di pagamento.
Art 1014 NCC disciplina questa procedura, in modo che il creditore è tenuto a presentare la precedura preliminare sia per l’ufficio giudiziario o per lettera contenente detto e ricevimento da parte del debitore, con questa procedura il debitore è tenuto a pagare entro 15 giorni dal ricevimento della citazione.
Se dopo questi 15 giorni, il debitore non ha pagato il debito, il creditore ha il diritto di fare l’applicazione al giudice competente.
Siamo convinti che con l’introduzione di questa procedura si estende il periodo di recupero del debito, il creditore non può introdurre direttamente l’applicazione in tribunale, ma dovrà aspettare 15 giorni , concessi al debitore per pagare.
L’esecuzione di questa procedura prima di presentare la domanda al giudice preliminare è obbligatoria, prova del compimento della procedura deve essere allegata alla domanda, insieme ad altri documenti giustificativi che sostengono la tesi. Senza la prova che la procedura preliminare è stata compiuta l’applicazione sara sanzionata con il rigetto per inammissibilità.
Come notato, allegando a l’applicazione i documenti comprovanti del credito e gli altri documenti che mostrano l’importo del debito o il riconoscimento del flusso del debitore e la prova della procedura preliminare. Sia la domanda ei documenti saranno presentati nel numero di copie richiesto per ogni parte della controversia e più uno per la corte.
Per quanto riguarda la contestazione del debito, esso può essere presentata dal debitore almeno 3 giorni prima del processo. Il giudice verificare se il reclamo è giustificato. Se il debitore non contesta il debito, il giudice può considerare questo come il riconoscimento del debito. Inoltre, una novità è il fatto che il creditore dovrà prendere atto dal reclamo del debitore dal caso.
Nella prova come nel regolamento precedente useranno solo i documenti.
La Corte, basato su i documenti depositati può accettare in tutto o in parte la richiesta del creditore e emettere un ingiunzione di pagamento, che conterra il periodo di pagamento, che possono essere impostati tra 10 giorni e 30 giorni dalla data dell’ordine. Il giudice non può determinare un altro periodo di pagamento, a meno che le parti hanno convenuto in tal senso. In caso di ammissione in prte dell’applicazione, per il resto dei crediti può essere presentata una domanda di diritto comune.
Ai sensi del nuovo codice di procedura civile, ingiunzione di pagamento è esecutiva, anche se e contestata con una richiesta di cancellazione e ha la forza di cosa giudicata finche verra soluzionata la richiesta di cancellazione.
Contro l’ingiunzione di pagamento sia il creditore che il debitore possono presentare richieste di cancellazione entro 10 giorni dalla notifica.
La richiesta di cancellazione non sospende l’esecuzione, ma il debitore può chiedere la sospensione della decisione se paga una cauzione il cui importo è fissato dal giudice. Nel caso in cui, la Corte ha ammesso in tutto o in parte la richiesta di cancellazione, l’ingiunzione di pagamento verra annullata, in tutto o, se del caso, in parte, pronunciando una decisione definitiva.
Con l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura civile non è necessaria la procedura per il rilascio della formula esecutiva delle decisioni. Constatiamo, quindi, che il nuovo codice di procedura civile ha eliminato la procedura per il rilascio della formula esecutiva, motivo per cui c’è solo la procedura per l’approvazione del’esecuzione forzata.
3.Per quanto riguarda le controversie di modesta entità, questa procedura è una novità portata dal nuovo codice di procedura civile ed è prevista nelle disposizioni dell’art. 1025-1032 codice di procedura civile. La procedura si applica ai crediti che non superano un certo valore, cioè 10.000 lei. La somma di 10.000 lei include solo il debito principale senza tener conto delle sanzioni ed interessi, che saranno calcolati e si applicheranno separatamente nel modulo.
Così, seguendo questa procedura il creditore deve compilare un modulo fornito dal Ministero della Giustizia che comprenderà tutte le informazioni necessarie sul caso.
In questa procedura non è necessaria la discussione orale in tribunale, ma se le parti desiderano possono richiedere questo utilizzando il modulo. Inoltre , il giudice può ordinare la comparizione delle parti, qualora ritenga che ha bisogno di qualche chiarimento.
Questa procedura non è obbligatoria, il richiedente avendo la possibilita di scegliere tra questa procedura e la procedura del diritto comune. Tuttavia, se per qualsiasi motivo l’applicazione non può essere risolta nell’ambito di questa procedura, il tribunale deve informare le parti in questo senso, e se il richiedente non ritira la sua richiesta, sarà risolta secondo il diritto comune.
In questa procedura, a differenza della procedura di ingiunzione di pagamento e la procedura del diritto comune, non è necessaria una procedura preliminare, motivo per cui il richiedente può presentare la richiesta direttamente in tribunale.
Cosi, il richiedente compila il modulo che contiene le spiegazioni necessarie per completare il modulo, e presenterà i documenti che provano la sua richiesta, che saranno presentati in tante copie quante sono le parti più uno per il giudice.
Il convenuto puo compilare anche lui un modulo speciale con le difese, ma ai sensi dell’art. 1029 alin. 4 non è obbligato di utilizzare il modulo, avendo la possibilita di rispondere utilizzando ogni altro mezzo appropriato. Il convenuto deve presentare le sue difese entro 30 giorni dalla notifica della querela. Successivamente, il giudice stabilisce la prima udienza.
Se il convenuto non risponde tramite una comparsa di risposta, l’intera procedura dura un massimo di 60 giorni.
Come prove possono essere utilizzati i documenti e altre prove solo se i costi per la loro gestione non sono sproporzionati rispetto al valore della causa.
Alla fine del processo il tribunale emetterà una sentenza che è esecutiva. Contro la Sentenza la parte interessata puo dichiarare appello entro 30 giorni dalla notifica. Su richiesta del il tribunale può sospendere l’esecuzione solo se il debitore paga un deposito cauzionale di 10 % dell’importo contestato. La decisione pronunciata in appello è definitiva.
L’importo dell’imposta di bollo per la due applicazioni, è di 200 lei per la domanda di’ingiunzione di pagamento, e 50 lei per le controversie di modesta entità se il valore della controversia e di massimo 2.000 lei e 200 lei il valore della controversia è da 2000 lei a 10.000 lei.
Istituzione di P.F.A. o la conclusione del contratto di lavoro individuale
Riassunto: Costituzione di un libero professionista puo essere preferito a un contratto individuale, almeno dal punto di vista fiscale, tuttavia, il problema che si pone è la riclassificazione di attività come una attività-dipendente.
Brevi considerazioni sull’ammissibilita dell’azione in revocazione (inopponibilità) dell’atto di vendita convalidato da un’ordinanza del Tribunale
Riassunto: Lo studio affronta in breve le spinose problemi delle decisioni di autenticazione dei contratti ed il loro regime giuridico. In sostanza, esistono le seguenti domande: una tale decisione rischia di essere attaccata come ogni accordo autentico? O, al contrario, può essere attaccata solo facendo uso dei rimedi giuridici contro le sentenze, rimedi previsti del codice di procedura civile? In altre parole, si tratta di un vero e proprio atto per risolvere una controversia giudiziaria o solo una decisione – che è di destra ad essere ufficiale – del consenso delle parti per concludere il contratto? Nel contesto della giurisprudenza ancora timida sull’argomento, ho evidenziato due decisioni di casi che hanno il merito di spiegare il motivo per cui, in determinate condizioni, dovrebbero essere considerati ammissibili alcuni motivi di nullità per la revoca di tali contratti convalidati dal giudice.
Riassunto:Qualsiasi socio che viola le disposizioni dell’atto costitutivo o commette atti che portano danno alla società, può essere escluso dalla società in qualsiasi momento. L’esclusione si pronuncia tramite l’ordinanza di un giudice, su richiesta della società o qualsiasi associato. Sebbene escluso il socio rimane responsabile per le perdite della società e ha diritto a ricevere una quota dei profitti solo fino al giorno di esclusione. Questo non ha diritto a una quota proporzionale del patrimonio sociale, ma solo per una somma di denaro che rappresenta tale valore. L’intera procedura è prevista dal diritto societario, La legge n. 31/1990, artt 222-225.
Riassunto:L’obbligativita della sessione informativa nei contenziosi avendo come oggetto il divorzio delle parti, crea inerenti punti interrogativi riguardanti degli svantaggi della procedura, e l’utilità di questi regolamenti. La grande applicabilita della mediazione si riflette anche nelle sanzioni previste dal legislatore in caso di violazione del procedimento – l’inammissibilità della domanda giudiziale.
La situazione attuale di clausole abusive di contratti di credito tra professionisti e consumatori
Riassunto: Le clausole abusive inserite nei contratti di credito prevedono per l’istituto bancario il potere di cambiare unilateralmente il contratto senza una reale negoziazione delle nuove disposizioni, creando uno squilibrio significativo tra le parti contraenti. Le banche giustificano questi cambiamenti attraverso l’evoluzione dei mercati finanziari e la politica del credito della banca, ma questo ragionamento supera il principio rebus sic standibus e buona fede, inoltre, rapiscono al consumatore la possibilita di rescindere immediatamente il contratto.
CONDIZIONI E LE PROCEDURE NECESSARIE PER OTTENERE IL MODULO A1 (CERTIFICATO RELATIVO ALLA LEGISLAZIONE DI SICUREZZA SOCIALE APPLICABILE)
Riassunto:Il Regolamento (CE) no. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale disciplina un’eccezione alla regola generale che prevede che „il lavoratore che svolge un’attivita subordinata o autonoma in un Stato membro e soggetto alla legislazione di quel Stato membro”. Pertanto, il lavoratore distaccato in un altro Stato membro continua ad essere soggetto alla legislazione del primo Stato membro se sono soddisfatte due condizioni: esistenza di un collegamento diretto tra il datore di lavoro ed il lavoratore che assume e l’esistenza di legami tra il datore di lavoro e lo Stato membro in cui è stabilito. Per attestare la legge applicabile, il datore di lavoro percorrerà la procedura per ottenere il documento portatile A1 – „certificato relativo alla legislazione applicabile” .
OPPOSIZIONE AL COMPLETAMENTO O OPPOSIZIONE DI ESECUZIONE, nel caso di stinzione o modifica di rapporto tra parti
Riassunto: L’opposizione all’esecuzione può mirare la validita di cambia che un atto giuridico o l’applicazione di un tale titolo, mentre l’esecuzione di denuncia se vaglia cambiari devono essere strettamente limitate alle questioni di validità degli atti di esecuzione individuale. Nel caso in cui il debitore fa un appello di esecuzione adducendo le ragioni di adempiere l’obbligo di pagamento dei titoli emessi, spegnendo così le relazioni fondamentali, qualsiasi pagamento avrebbe reso legale è irrilevante in termini di efficienza di cambia oggetto di esecuzione . Quindi spegnere il rapporto giuridico fondamentale richiamando altri metodi di pagamento, è indiscutibile una difesa din fondo contro mandati di esecuzione, che può essere sfruttata solo impugnata speciale.
Esercizio della potestà genitoriale solo dalla madre
Esercizio della potestà genitoriale solo dalla madre può essere accettato dal giudice, nel caso in cui il padre ha espresso disinteresse per il minore e ha rifiutato di cooperare con la madre a prendere decisioni che riguardano il minore.
L’utilizzo di strumenti di pagamento – Cambiali e CEC
L’utilizzo distrumenti di pagamento – Cambiali e CEC – offre solo vantaggi ai beneficiari di tali titoli di debito. Sono esecutivi, quali se si rifiutano di pagare, dà il vantaggio di andare direttamente alla esecuzione nei confronti dell’emittente, il garante e giranti, senza passare attraverso un processo davanti ai tribunali o di arbitrati.
Inoltre, in determinate condizioni, offre le garanzie per il recupero della somma scritta sullo strumento di pagamento, garante o girante, qualsiasi di loro è solvibile.